Prediligo il dettaglio che si nota con l’osservazione, quindi con la calma, ma anche cambiando prospettiva; rallentando i ritmi frenetici che contraddistinguono questo nostro tempo è possibile cogliere qualcosa di nuovo, di straordinario anche, soprattutto nelle piccole cose: un particolare estrapolato da un più ampio contesto e colto da un’inedita prospettiva esalta le sue caratteristiche e rappresenta di per sé un tutto.

La filosofia della lentezza e dell’osservazione, del particolare come protagonista assoluto, non mi impedisce di godere della visione grandangolare di quello che mi circonda: i paesaggi si dilatano, assumono prospettive quasi assurde e stimolano la mia curiosità. Dal macrocosmo al microcosmo, un viaggio che non ha mai fine e che trova occasioni sempre nuove di esprimersi.

Il più recente soggetto passato sotto la mia lente è il cibo : la cucina è necessariamente pazienza e passione, attenzione e istinto, osservazione e creatività, il tutto condito con amore. Anche qui il dettaglio che suggerisce e stuzzica il gusto diventa protagonista. Cerco di esprimere le emozioni che mi ha sempre trasmesso il cibo, assaporando dietro ogni ricetta la sapienza che deriva dall’intuito, dalla conoscenza, dall’esperienza.